NUOVA ENERGIA

La natura umana non è una macchina da costruire secondo un modello e da regolare perché compia esattamente il lavoro assegnato, ma un albero, che ha bisogno di crescere e di svilupparsi in ogni direzione, secondo le tendenze delle forze interiori che lo rendono una persona vivente. (John Stuart Mill)

martedì 30 agosto 2016

NOVITÀ!!! E-BOOK DI ANTONELLA RANDAZZO!

Sono disponibili gli e-book dei libri di Antonella Randazzo!

Da oggi è possibile ordinare le versioni in pdf di opere scritte da Antonella Randazzo.
Edizioni Espavo.

Ordinali subito!

Scrivici all’indirizzo: nuovaenergia@rocketmail.com


E-BOOK ATTUALMENTE DISPONIBILI:


DISSIMULAZIONI MASSONICHE. COSA SONO E COME OPERANO LE RETI MASSONICHE DAL XVIII SECOLO AI NOSTRI GIORNI
Pagine 341, euro 12,90.

Nell’Ottocento, il popolo italiano capiva che i politici e la Corona erano controllati dalla massoneria, e provava disagio per questo. Lo studioso Matteo S. Giordano spiegava: “Chi volesse pigliarsi il fastidio di leggere tutti i discorsi della Corona, fatti in Italia dal 1860 sin’oggi, troverebbe che i Ministri de’ diversi partiti, succedutisi in ogni tempo, han mai permesso che in quella solenne ricorrenza fosse profferita la parola di Dio; e alla Provvidenza han fatto sostituire il caso e la fortuna della stella d’Italia (a cinque punte! Mi spiego?), alla fede in Lui quell’altra nel progresso della scienza e nell’avvenire della patria”.
Cos’è davvero la massoneria e che ruolo ha oggi? Per quale motivo, nel corso dei secoli, è diventata il tabù dei tabù?
È davvero così poco importante per la nostra vita quotidiana come sembra?
Come mai nelle maggiori indagini della magistratura emergono gruppi di affiliati massoni che agiscono in modo truffaldino o criminale? Perché molti mafiosi sono affiliati alla massoneria?
Dall’analisi storica e sociologica degli ultimi secoli, emerge il senso di questa rete di potere e controllo, si comprende chi la capeggia e gli effetti che produce nella realtà. Il testo percorre le fasi storiche più importanti della massoneria, facendo luce su come i più importanti fatti storici, economici e finanziari siano strettamente legati a questo fenomeno.
Il libro tratta anche gli aspetti psicologici, antropologici e sociologici del fenomeno, non trascurando il contesto in cui le varie massonerie sono nate e si sono sviluppate.

ALCUNI ARGOMENTI TRATTATI NEL LIBRO:
- Inchieste della magistratura sulla massoneria.
- Tecniche di controllo mentale per l’asservimento dei popoli.
- Caratteristiche dell’Alta Finanza.
- Eventi storici progettati in anticipo nelle logge.
- Nascita e caratteristiche della massoneria moderna e contemporanea.
- Meccanismi emotivi che favoriscono le reti di potere.
- Come le reti massoniche agiscono in Italia.
- Le famiglie che hanno creato la massoneria attuale.
- Come la massoneria ha operato nel periodo risorgimentale.
- Come liberarsi dalle reti di potere massoniche.
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L’ARTE DEL CAMBIAMENTO
Il Senso della Vita nel Motore della Crescita

Pagine 390, euro 14,90.

Cos’hanno in comune i maggiori neurobiologi delle università americane e i monaci tibetani?
Al di là degli esperimenti di Pavlov, quali sono le basi organiche su cui poggia il condizionamento?
È possibile conciliare il sapere antico fondato sull’intuito con le più importanti scoperte della Fisica?
Fino a che punto l’essere umano può avere il controllo del suo corpo e degli eventi?
Quali sono i paradigmi impliciti della nostra cultura?
Perché alcune persone rimangono prigioniere dei loro problemi?
Cosa significa far maturare le emozioni?
Queste sono soltanto alcune delle tante domande che il libro pone e a cui fornisce risposte, scandagliando le più importanti e autorevoli fonti, occidentali e non occidentali.
Sul cambiamento, finora, erano stati scritti più che altro “manuali” di stampo anglosassone, che talvolta promettevano facili risultati. Questo libro non è un “manuale del cambiamento”, ma di certo può permettere a chiunque di mettere a punto un “progetto”, che non può non essere unico e personale, come unico è ogni essere umano.
Il libro chiarisce e integra i maggiori sistemi e le più innovative conoscenze su come gli esseri umani possono avere padronanza della loro esistenza, in ogni aspetto, realizzando il desiderio di benessere psico-fisico.
Utilizzando una ricchissima bibliografia, l’opera scandaglia tutta la più importante letteratura sull’argomento, non trascurando gli aspetti più pratici e concreti.
In una realtà ancora dominata dall’idea di competizione a tutti i costi, questo libro suggerisce che la vera forza è quella che possiamo avere su noi stessi, è la capacità di plasmare l’esistenza secondo i propri desideri. Scriveva Laozi: “Chi vince gli altri è forte, chi vince se stesso è potente”.
Come disse Aristotele, la vita è movimento, e nulla è mai statico. Il problema è quello di poter orientare il corso della vita, favorendo ciò che si desidera.
Questo libro fa emergere che cambiare può diventare una piacevole e vincente sfida.

ALCUNI ARGOMENTI TRATTATI NEL LIBRO:
- Cos’è il Cambiamento e quali sono i fattori che lo rendono possibile.
- Quali sono gli ostacoli che avversano il Cambiamento.
- Rapporto fra Cervello e Mente.
- Rapporto fra Materia e Mente.
- Cosa sono le Emozioni.
- Come si producono gli stati mentali distruttivi e costruttivi.
- Cos’è la Meditazione e quali effetti può produrre.
- Conoscenze della Neurobiologia sul cambiamento.
- Conoscenze della Fisica sul cambiamento.
- Epigenetica e Cambiamento.
- Esperimenti sulle potenzialità del cervello.
- Rappresentazione del divino e cambiamento.
- Sistemi obsoleti e vecchi paradigmi.
- Significato della Sessualità all’interno del percorso evolutivo.
- Energia e Abbondanza negli studi di Chimica e Fisica.
- Concetto fisico di multidimensionalità.
- Sistemi insostenibili ed involutivi.
- Importanza della Mindfulness.
- Le basi organiche del condizionamento.
Il libro è corredato da immagini e da materiali antologici in Appendice.
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IL TRAVAGLIATO TRAVAGLIO
Lo strano caso di un informatore disinformato

NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA AL POST-BERLUSCONI
Pagine 290, euro 12,90.

Sono ormai in molti a parlare della disinformazione imperante nei nostri media di massa attuali. Il paradosso è che alcuni di coloro che ne parlano dai canali ufficiali coincidono con gli stessi disinformatori. E' ovvio, se queste persone stanno scrivendo o parlando da quei canali, potrebbero essere proprio loro ad informare correttamente, dicendo tutte le cose importanti che i cittadini devono sapere. E invece non lo fanno.
Questo libro tratta proprio questo paradosso, prendendo a pretesto un personaggio che ha guadagnato molta fiducia da parte delle folle, e che dichiara di essere "indipendente" pur lavorando in molti canali ufficiali.
Le prove che i giornalisti accreditati dal sistema siano reticenti su molti argomenti fondamentali sono tante, e il libro ne mette in evidenza diverse.
Qual è la differenza fra informazione e propaganda?
La prima non può ignorare il terreno storico, politico o economico su cui si incentra la notizia, mentre la seconda trae forza dall’ignorarlo. Infatti, scopo della propaganda è quello di attrarre l’attenzione su questioni particolari o su informazioni parziali, prive del nucleo che consentirebbe una vera comprensione. Più cresce l’ignoranza verso la Storia, la politica e l’economia e maggiore efficacia ci sarà nella propaganda.
La professione giornalistica, in un sistema basato sulla manipolazione mediatica delle opinioni, è senza dubbio assai importante.
Andando oltre la facciata rispettabile di personaggi come Travaglio, si può tristemente scoprire un mondo assai lontano dal desiderio di onestà e di “pulizia” morale auspicato dai suoi fans. Si scopre un insospettabile mondo di opportunismo, faziosità e disinformazione, in cui le cronache giudiziarie assumono una funzione catartica e illusoria, impedendo una vera chiarezza informativa sul sistema, e i conseguenti passi per cambiarlo veramente.
Questo libro si pone l’obbiettivo di portare alla luce alcune caratteristiche proprie dell’informazione mediatica attuale. Prendendo a pretesto un giornalista molto popolare come Travaglio, che si spaccia per indipendente, faremo un viaggio verso i tabù dell’informazione, toccando argomenti come il signoraggio bancario, l’11 settembre, le scie chimiche, la questione di Israele, i “poteri forti” che creano la “casta”, la mafia e il sistema di corruzione dei partiti.
Capire i meccanismi di manipolazione mediatica è fondamentale dato che il controllo mediatico può creare consenso o dissenso. Potrebbe avere addirittura il potere di spingere ad agire contro i propri interessi.
Capire questi meccanismi significa oggi poter rivendicare quella democrazia tanto decantata quanto impedita.
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BAMBINI PSICO-PROGRAMMATI. Essere consapevoli dell'influenza della pubblicità, della TV, dei videogiochi.
Pagine 218, euro 9,90.

Con l'avvento della televisione e la successiva diffusione del computer e dei videogiochi la realtà dei bambini è significativamente cambiata. Questo libro spiega come è cambiata. Oggi molti genitori, pedagogisti ed educatori esprimono preoccupazione per i forti condizionamenti mediatici a cui il bambino è soggetto. Ma in che modo il bambino viene condizionato? Quali effetti hanno le manipolazioni mediatiche sul suo comportamento? Quanto e in che modo la personalità del bambino risente del bombardamento pubblicitario? Quali effetti negativi hanno i videogiochi? Il libro risponde a queste e a molte altre domande, permettendo a genitori ed educatori di fare chiarezza e di essere in grado di proteggere il bambino dalla "programmazione mediatica" a lui diretta.
Specie negli ultimi venti anni, le agenzie di marketing hanno sviluppato conoscenze approfondite sulla personalità dei bambini. Le aziende spendono molto denaro per fare ricerche, studi e valutazioni, in modo tale da conoscere in maniera dettagliata i gusti, le motivazioni, i bisogni e i desideri dei nostri bambini. Esiste un discorso occulto di manipolazione della mente dei bambini, per poterli trasformare presto in "consumatori". I nostri bambini sono diventati per il sistema economico come una "merce", da sfruttare e da manipolare. Ciò, ovviamente, non è a fin di bene. La conoscenza approfondita dei bambini avvantaggia le aziende e conferisce loro più potere degli stessi genitori o educatori.
Oggi più che mai è indispensabile conoscere e capire i numerosi inganni mediatici che hanno lo scopo di trasformare gli esseri umani in "super-consumatori" dalla personalità fragile e insicura, per garantire la sopravvivenza di un sistema che è sempre più percepito come negativo e dannoso allo sviluppo delle potenzialità umane.
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DEMOCRAZIA DOMESTICA L'armonia fra maschile e femminile come base per una società migliore
Pagine 182, euro 7,90.

La democrazia è il migliore sistema politico, in quanto fondato sulla libertà e sull'uguaglianza, ma non saranno le autorità attuali, che tutelano gli interessi del gruppo dominante, a fare in modo di attuarla nella sua vera forma. Occorre dunque che gli stessi cittadini riprendano la propria sovranità e diventino autocoscienti a tal punto da creare una democrazia già all'interno del proprio nucleo familiare. La società non è altro che l'insieme delle famiglie, e se le famiglie sono serene ed equilibrate lo sarà anche la società.
Al di là della caratterizzazione sessuale, ognuno di noi racchiude, come in una conchiglia, tutto quello che la condizione umana riserva. Siamo un "intero", ovvero, come esseri umani riassumiamo nella nostra anima tutto ciò che è "umano". Negare tale universalità umana significa essere incapaci di provare quel senso dell'umano che sta alla base di ogni vera crescita interiore.
Nessuno di noi, uomini, donne, bianchi o neri, è il centro del mondo, ma tutti insieme lo siamo, avendo il medesimo valore all'interno del percorso umano che porta al progresso.
Questo libro si propone di spiegare le cause psicologiche, sociali e politiche della discriminazione contro le donne, ma affronta anche il problema di come poter costruire una società migliore, in cui gli aspetti maschili e femminili possano concorrere a creare equilibrio e armonia.
Se gli esseri umani vogliono avere un futuro, devono riappropriarsi di quei valori propriamente umani. Dovrebbero accettare e integrare gli aspetti intesi come maschili e quelli intesi come femminili, per raggiungere un equilibrio e un potenziale necessario alla possibile evoluzione futura. Ciò dovrebbe avvenire sin dal nucleo familiare, contrastando l'egoismo, per dare spazio ad una vera crescita emotiva e sociale.
Questo libro è un invito ad amare se stessi come esseri dotati di enormi potenzialità, e ad amare gli altri, siano essi donne o uomini, bianchi o neri, poveri o ricchi, come parti della propria realtà.
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SE IL FUTURO È NERO: L'AFRICA CHE NESSUNO RACCONTA
Pagine 167, euro 9,90.

Storia coloniale dell'Africa, dall'Ottocento fino ai nostri giorni.
Questo libro si pone l'obiettivo principale di cogliere le caratteristiche più significative del colonialismo e del neocolonialismo europeo, nel tentativo di trarre una maggiore comprensione dei problemi dell'Africa. Nel primo capitolo si affronta il tema dello 'scramble for Africa' (mischia per l'Africa), cioè della spartizione del continente, avvenuta nel periodo 1884-1885, in aree di dominio europeo, senza tener conto dei suoi abitanti. Il secondo capitolo tratta dell'atteggiamento etnocentrico che caratterizzò la cultura occidentale nel periodo coloniale. Il terzo capitolo percorre le tappe più importanti del processo di decolonizzazione, con brevi riferimenti a situazioni di guerra, che alcuni popoli dovettero affrontare per ottenere la libertà. Il quarto capitolo spiega il perché di tante guerre nell'Africa di ieri e di oggi, facendo emergere le vere motivazioni e i responsabili. L'ultimo capitolo affronta il problema dei diritti umani nelle terre coloniali, spiegando i paradossi delle autorità europee, che si ergono a paladini dei diritti umani ma che massacrano senza pietà nelle terre su cui dominano.
Occorre capire perché il popolo di un continente così ricco debba esser costretto a morire di fame. E perché l'Occidente, che professa alti valori morali e religiosi, non possegga istituzioni che permettano di tradurre tali valori in realtà. Ci chiediamo anche noi, come gli intellettuali e gli storici francesi, se non sia necessario "un chiarimento sui valori che tengono insieme la nostra società. (...) Chiederci quali procedimenti giudiziari permetterebbero di risanare la percezione delle giovani generazioni su ciò che è lecito e ciò che è criminale".
I crimini commessi nelle colonie sono rimasti tutti impuniti. Le guerre coloniali non erano considerate nemmeno guerre, e i patrioti venivano trattati come banditi, "ribelli", sovversivi, o terroristi.
La globalizzazione ha dato il colpo di grazia finale ad un continente già sfruttato e devastato. Il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale hanno concesso crediti in cambio della privatizzazione delle imprese nazionali, e dell'attuazione di "ristrutturazioni economiche", che prevedevano tagli alla spesa pubblica, licenziamenti e svalutazione della moneta. A causa di queste politiche, il debito si è accresciuto in modo abnorme, e lo scarso reddito dei paesi africani serve a malapena a pagare gli interessi. La popolazione, che non può contare su aiuti statali né sulle risorse locali, è costretta a morire di stenti e di malattie infettive.
Intanto le guerre africane vedono impegnati i gruppi economici e finanziari più potenti del pianeta: negli anni Novanta gruppi francesi e belgi contro Usa e oggi gruppi cinesi contro gruppi Usa.
Dall’analisi del libro appare un’Africa ben diversa da quella raccontata in televisione, e dai fatti esposti senza alcuna reticenza emerge anche una fondata speranza per il futuro dell’Africa e del mondo. Un mondo migliore non può esserci senza ridare futuro e speranza all'Africa. Siamo tutti africani.
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GLI ETRUSCHI: ALLE RADICI DELLA CULTURA OCCIDENTALE
Pagine 83, euro 7,90.

Conoscere la civiltà etrusca è di particolare importanza per gli italiani, in quanto si tratta della cultura italica primigenia, che sarà spazzata via dalla furia di Roma. Studiare questa antica civiltà risulta per molti aspetti assai sorprendente, in quanto essa era assai più evoluta di quella greca e romana. La civiltà che prevalse cercò di disprezzare, svalutare e lasciare ai posteri un’immagine falsata della sublime civiltà etrusca, per imporre i paradigmi della propria cultura, come fossero i migliori.
Lo scrittore David Herbert Lawrence rimase affascinato dallo stile di vita e dalla leggerezza esistenziale degli etruschi, a tal punto da voler scrivere un libro per raccontare ciò che caratterizzava questo popolo.
Lawrence desiderò per molto tempo andare nei luoghi etruschi, fino a quando, insieme al suo amico Earl Brewster, riuscì a farlo. Andò a Cerveteri, Tarquinia, Vulci e Volterra, studiando le tombe etrusche e il materiale raccolto nei musei. La sua attenzione fu rivolta anche ai paesaggi e alle persone dei luoghi visitati. Dopo quel viaggio, Lawrence scrisse pagine importanti, offrendo una concezione e un ritratto indimenticabile di quei luoghi. Dai suoi scritti si inferisce che il suo interesse per gli Etruschi non era soltanto di tipo archeologico, in quanto egli trovava nel popolo etrusco lo spirito libero, che adora i piaceri della vita, e non dà importanza al potere e alle guerre di conquista.
Lawrence divenne famosissimo per aver scritto il libro “Gli amanti di Lady Chatterley”, ma non meno importante di certo fu quel viaggio in Etruria fatto nell’aprile del 1927, dal quale derivò un reportage, una guida e un testamento spirituale, che oggi ci permettono di farci un’idea di quella che fu la civiltà degli Etruschi, vincendo la mistificazione proveniente da fonti antiche e moderne.
Tanto per fare qualche esempio, i documentari di Piero e Alberto Angela mettono in evidenza le statue etrusche fatte dopo il periodo ellenico, che dunque risentono dell’influenza greco-romana, mentre Lawrence, che ama lo spirito proprio del popolo etrusco, apprezza soprattutto le opere precedenti, che sprigionano un grande senso di libertà e di amore verso la vita. Inoltre, questo autore ammette lo scarso interesse degli etruschi per la guerra, e la cooperazione e solidarietà tra le città etrusche.
Da questo lavoro emerge la notevole differenza tra civiltà romana e civiltà etrusca. Si conosceranno le grandi potenzialità creative di questo popolo, che si è distinto per la gioia di vivere e per la creatività. Tutti gli italiani dovrebbero conoscere questo popolo, perché rappresentano le loro importanti radici culturali, facendo emergere le vere caratteristiche di gran parte del popolo italiano.
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RAZZISMO RAZZISMI
Discriminazioni e crudeltà dell’Occidente moderno e contemporaneo

Edizione aggiornata, pagine 266, euro 12,90.

Fino agli anni '30 si brandiva il pericolo dell'ibridismo, cioè il rischio di contaminare la 'razza' bianca con le altre 'razze' ritenute inferiori e decadenti. Si diceva che la razza nera era frutto di mescolanze genetiche che l'avevano resa ripugnante e destinata all'estinzione. La bianca, invece, quella dei dominanti, prevaleva perché era superiore ed era destinata ad imperare in tutto il mondo.
Oggi il razzismo scientifico giustificato dalla gerarchia delle razze non è più accettato ed è stato sostituito dal 'razzismo differenzialista' che si basa sulle differenze culturali e sulla paura che un gruppo di persone di un'altra cultura possa 'ibridare' la propria cultura. Abbiamo cioè un forte 'razzismo senza razze'.
Già negli anni '80 Martin Barker introdusse il concetto di 'nuovo razzismo' ad indicare la nuova ideologia dei conservatori inglesi che denunciava l'immigrazione come un pericolo per l'identità nazionale britannica.
La difesa della razza fu quindi sostituita con la difesa delle proprie caratteristiche culturali ritenute incompatibili con le altre.
Il razzismo culturale è autocelebrativo e lusinghiero perché unisce i soggetti che appartengono ad una medesima religione o ad un medesimo Stato e li contrappone ad altri i cui valori e stili di vita appaiono in contrasto, quindi da rifiutare quando non da condannare. Come il politologo Taguieff osservò, oggi il concetto di razza è stato soppiantato dal concetto di etnia e le differenze genetiche sono diventate differenze culturali, ma non meno discriminanti delle prime. Oggi anche persone che si professano antirazziste possono sostenere idee che discriminano e penalizzano chi non appartiene alla loro cultura.
Il razzismo culturale tende a non vedere la possibilità che le culture possano essere fra loro interagenti, le vede, al contrario, chiuse e incomunicanti, privando l'essere umano della sua più profonda qualità: la dinamicità interiore, da cui scaturisce l'interazione che sempre si stabilisce fra soggetto e realtà esterna.
Pensare al soggetto come immutabile e statico significa ridurlo ad automa, già del tutto determinato da se stesso o dal suo gruppo di appartenenza. Una sorta di clone formato dalla sua cultura.
Difendere le differenze giunge a coincidere con una sorta di caccia alle streghe contro tutto ciò che nega la propria cultura.
L'odio dell'uomo sull'uomo è inteso come sfruttamento, avidità, desiderio di elevarsi sulla sofferenza dell'altro, potere imperialistico di decidere e determinare il diritto altrui alla vita stessa.
C’è una Storia fatta di odio razzistico e di sfruttamento: la nostra Storia. Conoscerla nelle sue caratteristiche passate e presenti significa forse diventarne più consapevoli.
Ad esempio, noi italiani siamo stati a lungo immigrati, siamo stati criminalizzati, linciati, siamo stati emarginati nelle tante Little Italy di periferia e talvolta ci facevano vergognare così tanto della nostra 'italianità' che siamo stati indotti a cambiare persino i nomi, Carmela diventava Edith e Salvatore John, ma non bastava. L'altro era pronto a scovare in noi la tara di essere stranieri. "Bel paese brutta gente" dicevano di noi, e mentre Mussolini esaltava l'italiano proclamandolo di razza superiore, in America si dibatteva sulla possibile appartenenza dell'italiano alla razza nera.
Oltre al punto di vista sociologico e storico esiste anche un approccio soggettivo e cognitivo al problema del razzismo.
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BOSONE O BUFALONE?
Risorse, errori, limiti e potenzialità euristiche della Scienza

Pagine 108, euro 7,90.

Questo libro fa emergere gli errori e i paradossi della Scienza moderna e Contemporanea.
Il filosofo Socrate ammise di “sapere di non sapere”. Da allora, i filosofi e i saggi hanno imparato a ridimensionare le loro capacità conoscitive, vedendo in questo stesso atto di umiltà una condizione di conoscenza.
Così non è stato per la scienza moderna e per la religione, che sono rimaste aggrappate alla possibilità di produrre conoscenze assolute, spesso imposte attraverso dogmi, richieste di atti di fede o di reverenza rispetto all’autorità rappresentata dal prelato o dallo scienziato.
E’ sciocco credere che la scienza possa produrre verità assolute, o che non possa commettere errori madornali. Infatti, gli errori del passato sono moltissimi. E’ stata proprio la scienza a dire che il corpo umano a 90 km orari si sarebbe disintegrato, che la terra era piatta, che non era possibile trasmettere immagini attraverso l’etere e che nessun oggetto più pesante dell’aria potesse volare.
Sappiamo che da pochi secoli la scienza ha capito che la Terra è rotonda. Prima di accettare questa realtà, molte persone messe alla gogna perché sostenevano che la Terra non era piatta. La stessa cosa accadde per la rotazione dei pianeti attorno al Sole: la scienza si accaniva a sostenere l’immagine aristotelica dell’Universo, dicendo che tutto ruotava attorno alla Terra.
Fino a circa tre secoli fa, la medicina non credeva che il sangue circolasse negli organismi. Gli scienziati dell’epoca erano convinti che il sangue semplicemente riempisse il corpo, avendo sezionato cadaveri in cui, ovviamente, il sangue non circolava più.
Quando William Harvey (1578-1657) scoprì la circolazione del sangue, fu assalito verbalmente da diversi suoi colleghi, in quanto, nel suo libro Exsercitation anatomica de motu cordis et sanguinis in animalibus (1628) aveva osato contraddire la vecchia teoria di Galeno.
La medicina, per molto tempo, ha praticato i salassi, uccidendo una quantità enorme di persone. Anche oggi la medicina uccide molte più persone di quante ne salva. Soltanto nel nostro Paese, sono ben 90 in media le persone che ogni giorno muoiono per colpa dei farmaci, degli ospedali o dei medici.
Alcune pratiche mediche uccidono molte persone, eppure vengono chiamate “cure”. Ad esempio, la chemioterapia uccide oltre il 90% delle persone, e dunque non può certo essere chiamata “cura”.
Lo studioso Allen Levin ha scritto: "La maggior parte dei malati di cancro di questo paese muore a causa della chemioterapia, la quale non elimina i tumori al seno, al colon o ai polmoni. Tale aspetto è documentato da oltre un decennio, e tuttavia i medici utilizzano ancora la chemioterapia per combattere questi tumori." Albert Braverman ha scritto: "Molti oncologi raccomandano la chemioterapia praticamente per qualsiasi tipo di tumore, con una fiducia non scoraggiata dagli insuccessi pressoché costanti".
Le persone che sopravvivono alla chemioterapia non si salvano per merito della medicina, ma semplicemente perché il loro organismo ha resistito.
Dunque, la medicina ne uccide oggi molti di più di quanti ne uccidesse in passato, anche perché oggi sono molte di più le persone che si curano attraverso la medicina.
Ma anche in altri settori la scienza ha prodotto morte e sofferenza. Ad esempio, Cesare Lombroso, alla sua epoca, era considerato uno scienziato rispettabile, ed ebbe importanti incarichi scientifici. Egli agiva in modo pregno di pregiudizi, spesso illogico e talvolta addirittura ridicolo, eppure la scienza gli dava credito.
Lombroso analizzava i casi di persone che si erano macchiate di delitti. Fece condannare a morte una donna scrivendo nel suo rapporto analitico che “Ha agito con freddezza, le donne sono criminali fredde, perché sono moralmente inferiori agli uomini”. Questi sono soltanto alcuni esempi degli errori, spesso grossolani della Scienza. Ma anche oggi gli errori sono tanti, e questo libro presenta quelli più importanti, nei vari settori scientifici.
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STORIA DELL’IMMIGRAZIONE ITALIANA
Pagine 95, euro 7,90.

Storia delle cause e delle conseguenze dell'immigrazione italiana e di quella dei paesi del Terzo Mondo in Italia.
Nell'Italia del 1864, il ministro Minghetti decideva di imporre tasse anche sui beni di primaria necessità. Il gettito fiscale sarebbe stato distribuito tra lo Stato e i Comuni. Con la legge n. 1862 del 30 luglio 1864 si permetteva ai Comuni di imporre dazi sul consumo di bevande ed alimenti. Saranno imposti dazi anche sulla pasta, sulle farine, sui cereali e sul vino, col risultato che i ceti meno abbienti si trovarono in grosse difficoltà, costretti a diminuire i consumi di beni di primaria necessità, e alcuni si trovarono al limite della possibilità di sopravvivenza. Come se non bastasse, fu introdotta la naia obbligatoria, che sottraeva braccia all'agricoltura. I progetti del Regno d'Italia stavano guardando con simpatia la partenza di soldati verso l'Africa alla conquista di colonie. Le proteste da parte della povera gente furono tante, basti pensare alle sollevazioni che si verificarono a Milano, come a Napoli, per difendere il minimo diritto a sfamarsi.
L'episodio più celebre è quello del maggio 1898, quando davanti allo stabilimento della Pirelli un dipendente distribuì volantini che spiegavano la necessità di dare più diritti ai lavoratori, l'operaio fu arrestato e questo sollevò proteste e disordini, alcuni operai seguirono il compagno arrestato fino in caserma, ma giunti lì vicino la polizia fece fuoco senza pietà sulla folla uccidendo una persona e ferendone cinque. Milano diventò una città sotto assedio. Sarà chiamato a risolvere il problema il generale Fiorenzo Bava Beccaris che opterà per i cannoni: prese a cannonate diverse strade affollate uccidendo ottanta persone e ferendone quattrocentocinquanta. Il re, poco tempo dopo, lo premierà con una medaglia al valore (l'anarchico che lo ucciderà nel 1900 dichiarerà di aver vendicato quelle vittime). Questo bastava a capire che la povertà e la fame non si sarebbero risolte tanto facilmente, anzi, nel giro di pochi anni la pressione fiscale fu raddoppiata, costringendo molti italiani a guardare con speranza la possibilità di cercare fortuna fuori dall'Italia.
In particolare nel Sud, i contadini che avevano nutrito grandi speranze di miglioramento economico grazie all'Unità d'Italia, si trovarono amareggiati perché le cose cambiarono in peggio, e sarà proprio il Sud a pagare di più per le spese delle guerre d'indipendenza e per il risanamento del debito dello Stato.
Quintino Sella progettò un piano per aumentare le entrate riducendo gli stipendi dei dipendenti pubblici e aumentando la pressione fiscale. Soprattutto l'imposta sul macinato fu un grande flagello per i poveri contadini che si nutrivano soprattutto di pane, polenta e pasta. La pressione fiscale crebbe a dismisura e in modo non equo: si pagava più al Sud che al Nord. Il Regno d'Italia non affrontò con serietà nemmeno il problema dell'analfabetismo, e investì nella scuola meno risorse di qualsiasi altro paese europeo. Napoli, come altre città d'Italia, sprofondava nella miseria e nella fame. Le masse agricole analfabete, del Sud e del Nord, prive di mezzi per sopravvivere, furono costrette ad emigrare con la speranza di migliorare la propria situazione.
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COLONIZZAZIONE DELLE AMERICHE E LA VERA STORIA DEL FAR WEST
Pagine 102, euro 7,90.

Storia che va dalla scoperta dell'America fino al Far West e alla situazione dei nostri giorni.
Il razzismo coloniale europeo e i crimini che ne conseguirono furono motivati dalla certezza di superiorità del popolo dominante, e promossi dal potere degli Stati e del Papa. Quest'ultimo, affermandosi come autorità universale, era considerato in grado di distribuire le terre ovunque esse fossero, e le bolle papali legittimarono l'acquisizione territoriale.
Una bolla del Papa Alessandro VI, del 4 maggio 1493, divise mediante una linea che andava lungo il meridiano a cento leghe a ovest delle isole del Capo Verde, assegnando le terre ad Oriente al Portogallo e quelle ad Occidente alla Spagna. I primi colonizzatori, col pretesto della missione religiosa e della lotta contro l'infedele, imposero con violenza il loro potere culturale, politico, sociale ed economico appropriandosi delle terre e di tutte le ricchezze.
Gli spagnoli si sentivano sicuri delle loro capacità militari ed erano motivati alla “lotta contro l'infedele”. Tale sicurezza era stata rafforzata dalla vittoria contro i musulmani nella guerra per liberare le terre nazionali. In quella guerra gli spagnoli si erano trovati a prevalere sui non cristiani e avevano rafforzato l'idea che il cristiano prevalesse sempre sul nemico per la sua superiorità spirituale. La Spagna occupò l'America Centrale e Meridionale, tranne il Brasile che fu occupato dai portoghesi, più il Messico e la Florida.
Dopo il 1540, finito il periodo della conquista, furono organizzate le colonie americane. Si formarono i vicereami della Nueva Espana e della Nueva Castiglia. Carlo V emanò le leggi che costituiranno l'ordinamento coloniale e, per far intendere di essere ormai entrati in una nuova fase del colonialismo, egli non volle più che si utilizzassero le parole “conquista” e “conquistadores”, ma che fossero sostituite con “scoperta” e “coloni”.
L'unione, nel 1580 (fino al 1640), ad opera di Filippo II, del Portogallo e della Spagna, fece crollare l'impero coloniale portoghese, che sarà occupato dall'Olanda.
Il senso di superiorità religiosa nascose e giustificò le vere motivazioni economiche, che porteranno al saccheggio, all'espropriazione delle terre e allo sfruttamento fino al massacro degli indigeni.
Il colonialismo moderno iniziò nei secoli XV e XVI, quando nacquero i rapporti di produzione capitalistici volti a realizzare profitti più alti di quelli che si avevano nel settore agricolo.
Il capitalismo puntava soprattutto sulla produzione e sul commercio di manifatture, ma anche la produzione agricola e l'allevamento furono sviluppati, in modo da avere un più ampio mercato. L'attività finalizzata unicamente all'auto-consumo andava scomparendo e il mercato si allargava sempre più.
I mercanti cercavano sempre nuovi mercati, mentre molti artigiani e contadini, che non potevano reggere la concorrenza industriale, erano costretti a diventare operai salariati. I capitalisti europei puntavano ad estendere i loro mercati verso Oriente perché l'India, il Giappone e la Cina erano ritenuti paesi molto ricchi. Tuttavia, i musulmani potevano controllare tutti i commerci con l'Oriente e l'Estremo Oriente e i sultani egiziani imponevano dazi molto alti alle merci.
La caduta di Costantinopoli (1453), aveva chiuso la via commerciale che dalla Siria e dall'Asia minore portava verso l'Oriente, e anche la sconfitta dei Mongoli ad opera degli Ottomani impediva il passaggio degli europei dalla Mongolia e dall'Asia centrale. Gli europei potevano limitarsi a portare avanti i commerci dalle coste africane (Tunisia, Algeria, Marocco, Egitto) per acquistare principalmente oro, avorio e schiavi. Ma i ricchi europei, abituati al lusso e allo spreco, esigevano più oro e argento e continuavano a cercare nuove vie per andare verso Oriente. Si ebbe dunque un lungo periodo in cui le Americhe furono colonizzate, determinando diverse situazioni di sfruttamento, schiavitù e sterminio.
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I NOMADI NELL’IMMAGINARIO E NELLE PRATICHE RAZZISTE
Pagine 67, euro 5,90.

Questo libro racconta la storia dei nomadi dalla nascita fino ai nostri giorni.
I primi nomadi giunsero in Europa intorno al 1300, e in Italia si registrò la presenza di un primo gruppo nel 1422, erano originari dell'india e abbandonarono la loro terra tra il V e l'XI secolo, in seguito a carestie, guerre e indigenza, spostandosi in piccoli gruppi verso l'Armenia e la Persia. Dal XVI secolo in poi, con la nascita degli Stati moderni, i nomadi furono oggetto di esclusioni, deportazioni, massacri e razzismo. Con l'imposizione di un potere centrale forte, si puntò all'omogeneizzazione dei sudditi e alla loro compattezza dovuta al senso di appartenenza, di conseguenza i nomadi, che non appartenevano a nessuno Stato, furono criminalizzati, e furono emanate leggi che permettevano anche il loro assassinio.
Anche la Chiesa Cattolica fu molto ostile verso i nomadi, e nel 1449 ne ordinò l'espulsione dal suo Stato. Nel 1553, il cardinale Savelli ordinò che tutti gli zingari dovessero lasciare lo Stato Pontificio entro tre giorni altrimenti tutti i loro averi sarebbero stati confiscati.
Nel periodo illuministico si affermò un modo diverso di considerare i nomadi, fu sostenuta la politica di assimilazione dei 'diversi' e si fece strada l'idea che gli zingari dovessero acquisire la caratteristiche degli altri sudditi.
C'è una storia non conosciuta dei nomadi che riguarda i lager e la realtà attuale. Questo libro parla di questi fatti e della situazione attuale del nomadismo.
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LE NEUROSCIENZE: DALLA NATURA DELLA BESTIA ALLA CIVILTÀ DEL CAMBIAMENTO
Pagine 93, euro 7,90.

In un film comico veniva chiesto al mitico Totò, “cosa pensa della civiltà?”, e l’attore rispondeva: “preferisco la jungla”.
Scherzosamente si diceva quello che da molto tempo viene detto in ambiti filosofici o di ricerca psicologica, ovvero che la situazione umana sarebbe singolare e per alcuni aspetti “disagevole”. Freud parlava di “disagio della civiltà” ad intendere che la “natura” degli esseri umani, che in fondo sono anch’essi animali, si ribellava alle restrizioni della “civiltà” producendo forme di nevrosi. In ambiti psichiatrici ci si chiedeva: la cosiddetta “civiltà” è davvero funzionale al progresso umano? Si dava per scontata la contrapposizione individuo/società, e si riteneva che una data cultura (quella occidentale) fosse l’emblema di tutto ciò che le “culture” potessero produrre.
Oggi le nostre conoscenze sono assai più approfondite e complesse, rivelando non soltanto la “natura della bestia”, ma anche le potenzialità che sono insite negli esseri umani, quali creature dotate di potenzialità che consentirebbero un progresso assai maggiore di quello comunemente inteso. Dunque, il pessimismo freudiano del porre al centro di tutto un disagio viene soppiantato da una concezione ottimistica suffragata da esempi concreti.
Molti grandi pensatori dell’antichità e del Rinascimento ci hanno fatto capire quanto complessa sia la natura umana e come possa essere variegata l’esperienza e l’esistenza delle persone.
Oggi esiste un settore scientifico che si occupa degli aspetti mentali e comportamentali dell’uomo, considerandoli all’interno del suo apparato cerebrale. Questo settore scientifico sono le Neuroscienze, che negli ultimi anni hanno confutato molte credenze comuni sugli esseri umani e sulle possibilità di cambiamento.
La parola “cambiamento” suscita in noi sensazioni ambivalenti: da un lato il cambiare ci è gradito perché ogni cosa che si rinnova e cambia dà una sensazione piacevole; dall’altro lato parlare di cambiamento ci fa sentire inadeguati, e ci chiediamo: “perché dovrei cambiare? c’è qualcosa che non va in me?”
Ignoriamo che nella realtà tutto è in movimento, infatti, tutto è energia e tutto vibra. Di conseguenza anche noi siamo energia e vibriamo. Tenere fermo ciò che si muove non si può, quello che possiamo fare è scegliere la direzione del nostro cambiamento. Molti studiosi hanno considerato la nostra mente come uno “strumento poderoso” capace di influire sull’organismo.
Le scienze ufficiali hanno ammesso che tutto vibra, ma di solito questo non viene associato alla vita quotidiana dell’uomo. Ha provato a farlo Raymond Holliwell nell’opera Working with the law (Lavorando con la Legge). In questo libro egli sostiene che per avere successo occorre seguire la “legge della natura”: “Tutti i processi della natura vanno a buon fine, la natura non conosce la parola ‘fallimento’, non pianifica nient’altro che la riuscita, tende ai risultati in ogni forma e modo. Per ottenere il successo nel vero senso del termine dobbiamo imitare i metodi della natura prendendola a modello. Nei suoi principi e nelle sue leggi scopriremo tutti i segreti del successo”.
Questo significa che tutto dipende da come la mente “vibra” ricordando che le sue vibrazioni sono i pensieri. Dunque, a seconda delle caratteristiche dei pensieri si avranno determinati risultati ed effetti.
Non è certo sempre facile capire in che modo produciamo effetti attraverso il pensiero. Di solito ci piace pensare che le cose negative che ci accadono non sono dipese da noi ma dalla realtà esterna.
Questo libro considera gli aspetti più importanti delle Neuroscienze, e come questo settore conoscitivo ci permette di conoscere meglio le nostre potenzialità, riconoscendo il potere proprio degli esseri umani.
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NEI MEANDRI DELLA PSICHIATRIA: SE LA SCIENZA NON SA COS’E’ LA MENTE, COME PUO’ CURARLA?
Pagine 107, euro 7,90.

La Psichiatria viene considerata una "branca specializzata della medicina che si occupa della diagnosi, del trattamento e della prevenzione dei disordini mentali". Comunemente si è indotti a considerarla una scienza al pari della chimica o della fisica. In realtà, la Psichiatria non cura le malattie del cervello e del sistema nervoso, che sono di competenza della neurologia, ma soltanto presunte "malattie della mente", utilizzando farmaci che agiscono sul sistema nervoso, alterando le funzioni cerebrali, talvolta con conseguenze irreversibili.
In particolare negli ultimi decenni, la Psichiatria è stata duramente contestata da molti studiosi, che la considerano un mezzo del sistema per controllare la mente delle persone giudicate pericolose.
Di fatto la Psichiatria non può utilizzare un metodo scientifico, poiché non conosce l'oggetto di cui si spaccia esserne la scienza, ossia il disagio mentale. Per questo motivo le diagnosi psichiatriche possono variare a seconda del medico che le fa e i metodi di "cura" spesso peggiorano le condizioni del paziente, e tendono ad annullare i sintomi piuttosto che a guarire dalla presunta malattia. Molti studiosi hanno messo in evidenza che la Psichiatria tende a considerare tutte le problematiche psichiche come dovute a scompensi di tipo organico, e dunque interviene con metodi che alterano le funzioni cerebrali, con conseguenze tragiche per i pazienti. Inoltre, il concetto di "normalità" da cui derivano le definizioni di "malattia mentale" è di difficile definizione, e dunque si potrebbero far rientrare nella patologia anche comportamenti che denotano semplice ansia esistenziale o preoccupazione e paura. Come disse una paziente: "la normalità non è altro che un paravento dietro cui si nasconde chi ha il potere, per opprimerci".
I metodi psichiatrici non sono metodi scientifici, e anche la definizione di "malattia mentale" non è chiara e definita scientificamente. La Psichiatria si vale di etichette per motivare una cura, e non considera per nulla i vissuti personali dei soggetti, limitandosi a considerare la loro "malattia" come dovuta ad alterazioni del cervello, ovvero utilizzando criteri esclusivamente organici, come nella vecchia tradizione positivistica.
E’ stato stilato un Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders - DSM IV), oggi utilizzato dalla Psichiatria nazionale e internazionale come fondamento della propria attività. Si tratta di un documento perlomeno singolare, verso il quale sono state sollevate non poche critiche. Spiega lo psichiatra Ron Leifer: “Quel manuale è in pratica una classificazione arbitraria di pensieri, umori e comportamenti, decisa da un comitato di psichiatri che fanno parte dell’Associazione Psichiatrica Americana… non c’è una minima prova credibile, che gli scienziati accetterebbero, che quanto chiamano ‘malattia mentale’ è una malattia o squilibrio biochimico. E’ tutta una frode.”
In questo libro percorreremo tutti i momenti salienti della Psichiatria, considerando i suoi metodi, le tecniche e l’ideologia di base. Dall’origine fino ai nostri giorni, capiremo cosa accompagna l’esigenza di “normalizzare”, o di porre un controllo sulla mente degli individui, paventando una pericolosità sociale che in molti casi non esiste.
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COME LA FISICA QUANTISTICA PUÒ CAMBIARE LA VITA DI TUTTI I GIORNI: I SEGRETI DELLE NUOVE CONOSCENZE SCIENTIFICHE PER MIGLIORARE LA VITA QUOTIDIANA
Pagine 100, euro 7,90.

Specialmente negli ultimi anni, si è diffuso l’interesse verso la Fisica Quantistica, e molti autori hanno fatto ricerche per capire come le nuove conoscenze possono modificare i paradigmi comuni, producendo effetti sulla vita quotidiana.
Le nuove conoscenze di Fisica quantistica confutano gli assunti della scienza tradizionale, e cambiano completamente la concezione della materia e della realtà umana. Per molto tempo è stata imposta un’immagine meccanicistica della natura, per creare un senso di rigidezza e di staticità. Tuttavia, a partire dall’inizio dello scorso secolo, la concezione meccanicistica newtoniana è stata distrutta dalle prime sperimentazioni della Fisica quantistica. La Meccanica Quantistica ha smantellato i due pilastri che reggevano la vecchia scienza: causalità e determinismo.
I fenomeni sono considerati dalla fisica quantistica in termini di statistica e probabilità, escludendo rigidi rapporti di causa ed effetto. Una delle teorie più sconvolgenti della fisica dei Quanti è la teoria della "Non-Località", ovvero la possibilità che le particelle interagiscano anche a distanza l’una dall’altra. Il “Principio d'Indeterminazione di Heisemberg” sostiene che a seconda se l'intervallo di tempo considerato è breve, tanto più incerta sarà la misurazione dell'energia. Questo libro parla di come le nuove conoscenze potrebbero modificare la percezione della realtà, cambiando le aspettative, le credenze e i valori.
La portata delle nuove conoscenze di Fisica Quantistica è molto ampia. Come disse il fisico Niels Bohr: “Chiunque non sia scioccato dalla teoria quantistica non l’ha capita.”
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COS’È VERAMENTE IL TERRORISMO?
Verità storiche sconcertanti sul fenomeno più inquietante degli ultimi decenni.

Pagine 120, euro 7,90.

Si tratta di un libro che spiega il vero significato storico del fenomeno chiamato "Terrorismo", attraverso testimonianze, fatti, e analisi storiche.
In particolare dopo l'11 settembre 2001, gli Usa hanno chiesto aiuto al mondo intero per combattere il "terrorismo", e hanno fortemente armato le milizie di molti Paesi.
Ma cos’è davvero il “terrorismo”? Dobbiamo credere che si tratti di milizie “irrazionali” che nessun esercito potentissimo è in grado di sconfiggere?
Questa "lotta al terrorismo" appare sempre più assurda e piena di contraddizioni. Fu Bush junior a parlare di “asse del male" (Axis of Evil), ad intendere i paesi nemici dagli Usa, che avrebbero la responsabilità di sostenere il "terrorismo". Ma dopo anni di “lotta al terrorismo” si può constatare che le persone colpite sono persone comuni, e a causa del “terrorismo” le truppe statunitensi hanno potuto giustificare occupazioni militari e repressioni.
Anche se il “nemico terrorista” è stato propagandato come il più pericoloso per l’Occidente soltanto a partire dagli anni Novanta, l’analisi storica svela che il termine terrorismo ha un’origine diversa. Infatti, il termine "terrorismo" è stato coniato nell'Ottocento dalle autorità occidentali, ad indicare gli indigeni coloniali che si opponevano al loro potere.
Le autorità di tutti i paesi che avevano colonizzato l’Africa e l’Asia, attuarono veri e propri genocidi, provocando guerre, costruendo lager e riducendo alla fame.
Come accade anche oggi, la propaganda dei regimi di questi paesi, parlava di intenti filantropici verso gli asiatici e gli africani, dicendo che questi popoli avevano bisogno di essere “civilizzati” dagli europei.
Inoltre, le ricerche storiche indipendenti hanno messo in evidenza che diversi gruppi terroristici sono addestrati e finanziati dai servizi segreti di alcuni paesi, in particolare, americani, europei e israeliani.
In concreto, il “terrorismo” ha permesso di giustificare crimini contro l’umanità, e di calpestare i diritti umani. Con l'accusa generica di "terrorismo", sono stati commessi molti crimini. È stata praticata la tortura, ci sono stati molti casi di arresto arbitrario, e sono state fatte sparire migliaia di persone in molti paesi del Terzo Mondo, di cui non si è saputo più nulla.
Paventando il "pericolo terrorismo", gli Usa hanno realizzato una massiccia militarizzazione in moltissimi paesi del mondo, imponendo basi permanenti e personale per addestrare le forze armate locali. In molti paesi del Terzo mondo, il Pentagono ha provocato gravi problemi, utilizzando il "pericolo terrorismo" per giustificare le ingenti forniture di armi e l'addestramento di gruppi militari e paramilitari, che hanno represso la dissidenza e hanno consentito alle corporation di appropriarsi delle risorse delle nazioni.
Attualmente il terrorismo agisce soprattutto nei paesi in cui negli ultimi dieci anni la povertà è cresciuta, come l'India, l'Indonesia, la Thailandia, la Birmania, l’Afghanistan, l’Iraq, la Turchia, l'Egitto e molti altri, e uccide persone povere che si ribellano al potere ingiusto e corrotto, o civili inermi. Molti attentati terroristici non sono stati nemmeno notificati nei media occidentali, anche quando i morti erano centinaia.
Tutto questo ha suggerito a molti studiosi che il significato di “terrorismo” che ci proviene da fonti ufficiali è talvolta mistificato, e di certo non risulta chiaro e completo.
In questo libro proveremo a chiarire il vero significato del fenomeno terroristico, tenendo conto delle prove documentali e degli eventi storici che non molte persone conoscono nella loro veridicità.
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lunedì 13 giugno 2016

IL RAGGIRO DI TELETHON



Di Antonella Randazzo
Tratto da NUOVA ENERGIA Periodico di Informazione e Cultura libera



Fare beneficenza è di certo una bella idea, ma occorre fare una grande attenzione per evitare che i nostri soldi (molti o pochi che siano) vadano nelle mani di chi non opera propriamente nel modo in cui dice per indurre a fare la donazione.
In questo articolo faremo riferimento a Telethon, ma sappiamo che esistono anche altre richieste di donazioni per le ricerche scientifiche.
Telethon esiste da ben oltre venti anni, ed è assai conosciuto perché ha una visibilità mediatica enorme. Si tratta di raccogliere denaro in modi diversi, persino attraverso sms o chiamate telefoniche.
Per spingere a fare la donazione vengono messi in campo artisti o personaggi di spettacolo molto noti e amati. Ad esempio, per molti anni si sono dedicati a questa raccolta personaggi come Pippo Baudo, Fabrizio Frizzi, Massimo Giletti, Raffaella Carrà, Tiberio Timperi, Milly Carlucci e molti altri personaggi popolari.

Occorre sapere che la struttura chiamata “Telethon” è stata creata apposta per chiedere soldi, e mette a punto tutti i modi possibili, arrivando a raccogliere milioni e milioni di euro.
La struttura esiste in molti paesi del mondo. In Italia è stata creata nel 1990 da Susanna Agnelli in collaborazione con l’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare (Uildm), con l’obiettivo di finanziare e promuovere ricerca scientifica sulle malattie genetiche. Si raccolgono fondi ogni anno, attraverso l’omonima maratona televisiva in onda sulle reti Rai, accompagnate da molte altre iniziative di raccolta, compresa la rete dei partner e rete dei volontari sul territorio nazionale. Attualmente la Fondazione Telethon è presieduta da Luca Cordero di Montezemolo.

Dunque, per raggiungere cifre astronomiche, Telethon utilizza non soltanto i programmi televisivi ma anche gli spot pubblicitari, come si trattasse di un prodotto da vendere. Il fatto raccapricciante è che in questo caso il “prodotto” è la salute umana, che di certo non può essere considerata alla stessa stregua di un prodotto fonte di denaro. Ma di fatto lo è.
E non finisce certo qui.
Un altro fatto di una certa importanza è che quella pubblicità e quei personaggi famosi messi in campo li pagate voi, se farete una donazione. Ad esempio, se date 10 euro, forse soltanto 3 o 4 andranno effettivamente a sostenere la ricerca, il resto andrà nelle tasche di chi organizza, di chi promuove e dei pubblicitari. Senza considerare poi le commissioni bancarie. Infatti, questa struttura utilizza il denaro che raccoglie per sostenersi, e quindi soltanto una minima parte andrà effettivamente alla ricerca.
Gli spot di solito raccontano storie tristi, in cui piccoli bambini si ammalano, e hanno bisogno di cure per guarire. Si racconta che attraverso Telethon la ricerca guarirà quei bambini (prima o poi), e che anche le malattie oggi incurabili diventeranno curabili.
Tutto sembra regolare e fatto a fin di bene, ma in realtà rasenta il raggiro.
Il raggiro in cosa consiste?
Consiste non soltanto nel far credere che tutti i soldi che date andranno alla ricerca, ma soprattutto nel far credere che la ricerca sia orientata verso la comprensione delle cause della malattia, e la conseguente cura definitiva. Così non è.
Principalmente il raggiro si articola in due punti, su cui pochi si soffermano perché non emergono dalla propaganda mediatica:

1) Si chiede denaro NON PER SCONFIGGERE la malattia ma solo per curarla, e questa cura consiste nell’eliminare i sintomi.
2) La ricerca è soprattutto ricerca di NUOVI FARMACI.

Nel punto 1 vediamo che la ricerca non punta a conoscere le cause delle malattie, ma soltanto un modo per eliminare i sintomi (con i farmaci), o togliere nel presente la manifestazione di quella malattia (con interventi chirurgici). Quindi, NON SI RICERCANO LE CAUSE, e si deve tener conto che soltanto la conoscenza delle cause può eliminare veramente e definitivamente la malattia.
Su questo raggiro siamo in grado di dirvi anche qualcosa di più: non soltanto la ricerca ufficiale non mira a conoscere le cause delle malattie, ma anche se lo volesse NON SAREBBE IN GRADO DI FARLO.
Perché?
Per tre principali motivi:
1) I suoi paradigmi di base lo impediscono perché non sono realistici. Infatti, l’uomo non è quello che la medicina ritiene: non è soltanto un corpo ma molto di più, e quegli aspetti ignorati dalla medicina ufficiale sono importanti per capire l’origine delle malattie.
2) La Scienza attuale vede la natura come nemica e in caso di malattie sostiene l’ideologia dell’aggressore esterno (virus o batterio), cercando di “riparare” attraverso prodotti chimici o interventi traumatici. Ignora che spesso la guarigione può avvenire semplicemente comprendendo gli stessi meccanismi di guarigione che esistono in natura, quindi non occorre alcun prodotto chimico. Forse stenterete a credervi, ma sono esistite società umane in cui non esisteva alcuna malattia, e si moriva semplicemente di vecchiaia. Non è certo un caso che in queste società si rispettavano i ritmi e i suggerimenti della natura, sia nell’alimentazione che nello stile di vita. Come ben sappiamo, oggi il numero delle malattie è forse superiore ad ogni altra epoca. Più la scienza “ripara” e più ci si ammala (le statistiche parlano chiaro). Spesso chi entra in un percorso di “cura” medica sa di entrarci ma non sa come e quando (e se) ne uscirà.
3) Alla base della medicina ufficiale c’è la ricerca del profitto, quindi non si può orientare la ricerca su settori che potrebbero non produrre alcun profitto, come nel caso in cui si scoprisse di poter guarire attraverso l’energia prodotta dalla stessa persona, o attraverso sostanze prodotte dallo stesso organismo, o in quantità enormi dalla natura.
Osserva il medico Ben Johnson nel libro “Il codice della guarigione”:

“L'industria farmaceutica non trae profitto dal fatto che qualcuno riacquisti la propria salute; trae profitto solo quando quel qualcuno continua a trattare i sintomi un mese dopo l'altro, un anno dopo l'altro. Questo introduce la nostra prossima era medica: l'era del farmaco e delle sostanze chimiche. Perché le chiamo sostanze chimiche? In parole molto semplici, perché questo è ciò che sono. Il metodo di produzione della maggior parte dei farmaci consiste in primo luogo nel reperire un'erba benefica. Poi si cerca di scombinarla al fine di scoprirne gli ingredienti "attivi". A quel punto non è ancora possibile richiedere il brevetto. E ricordate: non c'è profitto senza una esclusiva. Quindi, il passo successivo del processo di produzione di un farmaco richiede che si debba alterare l'ingrediente "attivo" affinché non sia più naturale. A questo punto abbiamo ottenuto una sostanza chimica. Si potrebbe pensare che la cosa non sia poi così negativa, ma cercate di capire che i sistemi fisiologici del nostro organismo sono progettati per avere a che fare solo con materiali organici.
Quindi abbiamo una sostanza, una droga, che l'organismo non è più in grado di eliminare rompendola. Questa sostanza prende il nome di tossina. Siamo in presenza di una intera industria basata sulla fabbricazione di tossine, invece potremmo utilizzare sia i materiali organici naturali, che funzionano in modo molto più efficiente rispetto alla fisiologia del corpo, sia tutti i componenti naturali facenti parte della sostanza organica o della pianta originale. Per esempio: uno dei farmaci più venduti della storia è il Valium. Lo si estrae dalla radice di valeriana. Questa radice rappresenta uno dei migliori sedativi e agenti ansiolitici naturali. Esiste allo stato naturale, in natura. La sintesi della radice di valeriana, effettuata allo scopo di creare un farmaco più potente e brevettabile, ha dato origine in tutto il mondo alla necessità di creare cliniche per chi soffre di dipendenza da Valium.”

Questo spiega perché in tanti anni in cui attraverso Telethon sono stati raccolti una quantità enorme di milioni, nessuna malattia è stata definitivamente debellata, ma sono stati messi in commercio nuovi farmaci o sono state create nuove cure basate sulla chimica. Cure che non possono essere definitive, non potendo escludere che il problema si ripresenti.
Non stiamo dicendo che la ricerca farmaceutica sia del tutto inutile, ma che essa non ha quella totale e assoluta importanza che la medicina ufficiale le attribuisce. Dobbiamo ricordare che esistono già metodi di guarigione per quasi tutte le malattie, anche se questi metodi non fanno parte della medicina ufficiale. Inoltre, gli spot che fanno leva sul pietismo o sull’emotività, arrivando a strumentalizzare la sofferenza umana, ci appaiono moralmente riprovevoli. E appaiono ancora più riprovevoli e inaccettabili se si pensa che giocano sulla disinformazione.
Spesso la guarigione dipende dall’informazione più che dalla ricerca, ma i media ufficiali si guardano bene dal dare un’informazione che potrebbe far perdere molto denaro alle multinazionali del farmaco. Ad esempio, esistono metodi basati sull’alimentazione o sull’energetica, che hanno guarito moltissime persone dal cancro o da altre malattie gravi e meno gravi. Questi metodi non hanno ricevuto alcun contributo per la ricerca, perché non sono metodi farmacologici.
Siamo indotti a credere che se scopriamo di avere una malattia dobbiamo per forza cercare qualche farmaco che ci guarisca, ma esistono oggi moltissime testimonianze di persone che sono guarite senza assumere alcun farmaco. In molti casi, le persone sono guarite perché hanno scoperto la vera causa della loro malattia.
Quello che state leggendo qui non è frutto soltanto di isolate opinioni, ma può emergere anche attraverso l’esperienza degli stessi scienziati che fanno ricerca. Infatti, di tanto in tanto emergono voci che denunciano il raggiro di Telethon, anche se ovviamente non arrivano mai ai mass media, e quindi non producono la consapevolezza che dovrebbero produrre.
Ad esempio, Telethon ha raccolto oltre 95 milioni di euro soltanto per la ricerca sulle malattie genetiche. Risultati? Secondo un luminare della ricerca sulle malattie genetiche, il professor Marc Peschanski, non si è arrivati a nulla, anzi, è stata intrapresa una strada sbagliata.
Ancora più esplicito è stato Jacques Testard, direttore di ricerca all'Istituto Nazionale della Sanità e della Ricerca Medica (Inserm), uno dei massimi esperti nella ricerca genetica. In un'intervista con Medicina-Douces.com. ha detto:

“I test terapeutici sugli esseri umani sono giustificati quando sono l'unica possibilità, anche piccola, per salvare una vita. Ma è assolutamente contraria all'etica scientifica (e medica) far credere a dei successi imminenti di uno o di un altro farmaco. Nonostante i numerosi errori, i fautori della terapia genica (spesso le stesse di quelle degli OGM) sostengono che ‘finiremo per arrivarci’, e hanno creato una tale aspettativa sociale che il ‘misticismo del gene’ si impone ovunque, sino nell'immaginario di ciascuno. Il successo costante del Telethon dimostra questo effetto, poiché a forza di ripetute promesse, e grazie alla complicità di personalità mediatiche e scientifiche, questa operazione raccoglie donazioni per un importo vicino al bilancio di funzionamento di qualsiasi ricerca medica in Francia. Questa manna influisce drammaticamente sulla ricerca biologica in quanto la lobby del DNA dispone del quasi monopolio dei mezzi finanziari (finanziamenti pubblici, dell'industria e della beneficenza) e intellettuali (riviste mediche, convenzioni, contratti, man bassa sugli studenti ...). Quindi, la maggior parte delle altre ricerche sono gravemente impoverite - un risultato che sembra sfuggire ai generosi donatori di questa enorme operazione caritativa.”

Inoltre, questi ricercatori avvertono che “non è sufficiente disporre di mezzi finanziari per guarire tutte le patologie. Lasciar credere a questo strapotere della medicina, come lo fa il Telethon è indurre in errore i pazienti e le loro famiglie”.
Dunque, dopo oltre venti anni di spot e di promesse, la terapia genica, a detta dei suoi stessi ricercatori, non è considerata una buona strategia per guarire la maggior parte delle malattie genetiche.
Quindi, prima di dare il nostro contributo in denaro, è bene sapere se realmente la causa che si sta sostenendo merita il nostro sostegno e, soprattutto, se davvero il denaro servirà per finalità concrete e utili.
Di certo, Telethon non avrebbe suscitato così tanto sostegno da parte delle banche se realmente avesse voluto operare per debellare le malattie, perché sappiamo bene che c’è chi guadagna molto più dalle malattie che non dalla salute. Imbottire le persone di farmaci o mutilarle gravemente è assai utile a chi di certo non è disposto a perdere il potere di controllo sulla salute umana.




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sabato 7 maggio 2016

L’INTRALLAZZO TERRORISTICO


Di Antonella Randazzo
articolo tratto da NUOVA ENERGIA

Quando riceviamo massicciamente notizie su nuovi attacchi terroristici, siamo indotti al coinvolgimento emotivo.
L’attentato di Bruxelles ha coinvolto emotivamente molte persone. Ci hanno detto che sono morte persone innocenti, e che gruppi di terroristi hanno colpito senza pietà nel cuore dell’Europa. Quando siamo emotivamente coinvolti, tutto ci appare assurdo e irragionevole: c’è qualcuno che ci vuole male, che forse è invidioso, o che di certo ha come nemici i popoli e le autorità occidentali.
Ma tutto ciò non è vero.
Non si sta dicendo che non siano avvenuti gli attentati, o che non ci siano stati morti. Purtroppo, le vittime ci sono, in quanto chi ha interesse a creare questi fatti non si fa scrupoli nell’uccidere persone inermi, nemmeno donne e bambini.
Si sta dicendo che sono falsi i significati che vi forniscono su questi tragici eventi.
Infatti, non esiste alcun nemico arabo dei popoli occidentali. Esiste un nemico, ma non è “arabo”, né di altra nazionalità. I nemici sono quelle stesse persone che attraverso i media vi raccontano il fatto terroristico, e non sono caratterizzati da un’unica nazionalità ma da come agiscono. Ve lo raccontano in modo tale da evocare determinate emozioni, sentimenti e credenze.
Il sistema attuale è basato proprio sulla manipolazione delle emozioni, sentimenti e credenze. Infatti, se nessuno fosse disposto a credere che è l’arabo terrorista a colpire, ma capisse che si tratta delle stesse autorità che controllano anche la Ue, il sistema attuale non potrebbe più esistere.
Qualcuno potrebbe sollevare obiezioni verso un punto di vista così estremo, che condanna l’intera impalcatura occidentale, e ritenere che l’attuale sistema possa avere pecche, ma di certo non può arrivare a tanto.
A chi solleva obiezioni diciamo semplicemente di fare delle considerazioni e porsi qualche semplice domanda.
L’attacco terroristico viene annunciato e enormemente drammatizzato: se ne occupano tutte le fonti mediatiche, molti personaggi ne parlano, vengono mostrate immagini tremende, ognuno esprime i suoi sentimenti, ecc. Si veicolano precise informazioni, che si ricavano da questi assunti:

1) La vita umana è preziosa, quindi mostriamo in modo negativo gli eventi che la calpestano, e condanniamo senza appello i colpevoli.
2) Le autorità occidentali sono innocenti, e sono sempre gli altri ad uccidere, i loro nemici. Infatti, nessuna notizia viene data sulle stragi terroristiche delle autorità occidentali.
3) I mass media vi danno informazioni reali, ossia vi spiegano i fatti così come sono.

Chiunque potrebbe provare che queste informazioni implicite SONO SEMPLICEMENTE FALSE.
Punto 1: se per le nostre autorità le vite umane fossero preziose, non proteggerebbero il potere delle corporation transnazionali, che impediscono ai popoli di avere le loro risorse (terre, cibo) e creano situazioni in cui nel Terzo mondo muoiono per miseria e fame MIGLIAIA DI BAMBINI AL GIORNO.
Punto 2: chiunque potrebbe verificare che proprio le autorità occidentali commettono gravissime operazioni di guerra in moltissimi paesi. Basti pensare a ciò che hanno fatto in Iraq, e a quello che continuano a fare in Libia o in Siria. E’ possibile provare che sono proprio gli eserciti occidentali e della Nato ad uccidere moltissime persone innocenti, ovunque vadano.
Punto 3: I mass media non ci informano realmente su ciò che accade di importante: essi sono soltanto strumenti per creare e manipolare l’opinione pubblica. Non vi informano su ciò che davvero dovete sapere, ma su ciò che deve manipolare la vostra mente.

Le domande che tutti dovrebbero porsi sono: Come mai fa notizia e si discute di circa trenta morti in Europa e nessuno mai parla delle migliaia di morti per fame, OGNI GIORNO in Africa?
Come mai i mass media non ci parlano delle stragi terroristiche che sono avvenute e avvengono in Iraq, Afghanistan, Libia, Siria, ecc., organizzate dagli eserciti occidentali o dalle truppe poste sotto l’egida della Nato? Non causano anche questi morti innocenti?
Perché le autorità occidentali, che si fanno vittime e denunciano i criminali terroristi, poi proteggono strutture come le corporation, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che hanno causato sventure e provocato la morte (anche per suicidio) di milioni di persone?

Se vi fate queste domande e siete in buona fede, capirete che nelle notizie date sulle stragi terroristiche sono troppe le cose che non quadrano. Alcune cose sono illogiche, altre possono essere logiche, ma implicano altre notizie che non vengono date. Ad esempio, prima di chiarire tutte le dinamiche della strage di Bruxelles, sono stati bloccati molti messaggi mail delle persone o delle vittime ferite. Perché si faceva questo? Che senso ha impedire alle vittime di comunicare con i parenti? Questo ha senso se si pensa che le autorità occidentali hanno interesse a diffondere precise versioni dei fatti, e quindi non gradiscono che le persone raccontino altre versioni.
Questo stesso problema si ebbe durante le stragi dell’11 settembre 2001. Durante gli attentati, c’erano persone che raccontavano versioni diverse dei fatti: c’era chi parlava di aver sentito scoppi che facevano crollare le torri a poco a poco, e chi aveva udito rumori che non potevano essere collegati agli aerei. Ovviamente, i telegiornali non mostravano queste testimonianze, perché doveva passare una sola versione dei fatti. Soltanto anni dopo, alcune fonti non ufficiali mostrarono le versioni diverse dei fatti terroristici.

In merito ai fatti di Bruxelles, i media hanno parlato dell’attacco al cuore dell'Europa. Di due esplosioni all'aeroporto di Bruxelles Zaventem alle 8 del mattino, con almeno 13 vittime e 35 feriti. Circa un'ora dopo, sono esplose altre due bombe in centro, alle fermate di Metro Maelbeek e Schuman, vicino alle istituzioni europee, con almeno 15 morti, 10 feriti gravi e altri 45 meno gravi. Si è parlato di diversi kamikaze, e i morti sono saliti a 35.
Ovviamente, si è parlato del solito terrorista arabo. Repubblica scriveva: “Le esplosioni a Zaventem sono avvenute nella hall delle partenze, al terminal A, accanto al banco della American Airlines e della Brussels Airlines. La polizia ha evacuato lo scalo, interrotto i voli e i collegamenti ferroviari. Fonti governative parlano di un attentato. Prima delle due esplosioni, secondo l'agenzia di stampa Belga, si sarebbero sentiti urli in arabo e spari. Colpita la stazione Metro. Sotto attacco anche il centro della città e l'area dove si trovano gli uffici dell'Unione europea. Erano le 9,15 quando si è sentita un'esplosione nella stazione di metropolitana Maelbeek a due passi dalle istituzioni europee. Quindici i morti, 10 feriti gravi e ed altri 45 feriti più leggeri. Alcuni testimoni avrebbero visto uscire persone insanguinate. Testimoni parlano anche di un'altra esplosione alla Metro Schuman, sempre vicino alle istituzioni della Ue. Tutte le stazioni della metropolitana della città sono state chiuse ed è stata evacuata la stazione centrale. La Commissione europea ha avvertito tutti i suoi dipendenti di restare a casa o all'interno dei loro uffici.”

Panorama.it tirava in ballo anche l’Italia e scriveva:

“C'è massima allerta anche all'aeroporto di Fiumicino dopo l'attentato di questa mattina nello scalo di Bruxelles. Il livello di sicurezza al Leonardo Da Vinci, già su standard elevati è stato innalzato ulteriormente. I controlli dei passeggeri ai varchi di sicurezza sono stati intensificati. Tutti i voli da e per Bruxelles sono stati cancellati. Dei sette voli programmati oggi all'aeroporto di Fiumicino in partenza per Bruxelles ne sono decollati solamente due: il primo della compagnia Brussels Airlines è partito alle 06:35; il secondo, della compagnia low cost Ryanair, poco dopo le 07:00. Il terzo volo di Alitalia, la cui partenza era programmata per le 8:20 è stato soppresso, così come i collegamenti successivi, sia in partenza sia in arrivo. Innalzate le misure di sicurezza anche in tutta Roma. I controlli, rafforzati già nei mesi scorsi dopo l'allerta terrorismo, sono stati ulteriormente potenziati. È massima attenzione nella città, in particolare per la vigilanza degli obiettivi sensibili e dei luoghi affollati come metropolitane, stazioni ed aeroporti. Il ministro dell'interno Angelino Alfano ha convocato per oggi alle 15 al Viminale il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica per valutare ‘ulteriori misure di contrasto e prevenzione alla minaccia terroristica’. Alfano, in stretto contatto con i vertici delle forze di polizia e dei servizi di intelligence, ha espresso il cordoglio per l'attentato: "il mio pensiero va ai familiari delle vittime e alle persone coinvolte in questo efferato attacco terroristico che ha colpito il cuore dell'Europa".

Non è certo un caso che gli attentati sono avvenuti a Bruxelles: oggi il livello di fiducia degli europei verso l’Unione europea è più basso che mai, e risulta necessario vittimizzare le autorità di Bruxelles, e dirottare da esse i sospetti peggiori. Non sono casuali nemmeno i continui riferenti all’Italia, che ritroviamo nei media praticamente tutti i giorni. Gli italiani cercano di aprire gli occhi, anche se ancora molti sono lontani dalla verità.
Se davvero le nostre autorità avessero a cuore l’Italia, ci tirerebbero fuori dal dominio coloniale in cui ci troviamo, che ci costringe ad avere questi politici e questi mass media, che danneggiano l’Italia e gli italiani.
Oggi i media fanno capire che ci sarà un attentato anche in Italia. Noi diciamo che gli italiani hanno una probabilità di essere uccisi dai “terrroristi arabi” vicina a 0 (zero). Ma hanno moltissime probabilità di vivere attanagliati da problemi economici, finanziari, lavorativi e psicologici, che potrebbero essere facilmente eliminati, se il paese appartenesse agli italiani, e non a chi crede di possederlo come fosse un’azienda. Ricordiamo che l’Italia, nell’attuale sistema a dominio di un ristretto gruppo di persone che hanno usurpato il potere finanziario, è controllata dalla SEC (Securities and Exchange Commission – struttura finanziaria americana) come fosse un’azienda.
Gli italiani hanno dimenticato che, in seguito alla vittoria nell’ultima guerra mondiale, il gruppo di potere USA si è impossessato del nostro paese, potendo non soltanto imporre la classe dirigente e i gruppi politici, ma anche un controllo sulle risorse e sulle finanze.
Per queste persone, l’Italia è una società privata posta sotto il controllo di un organismo che si occupa di faccende finanziarie, allora per noi non è previsto alcun futuro, e le tante rassicurazioni del governo sulla “ripresa” sono stupidaggini dette a persone ignare della vera realtà del loro paese.
Quello che è paradossale è che ogni nostro organismo, compresi i servizi segreti, i maggiori partiti, la Consob, ecc., sono organi creati sul modello di chi ha creato la SEC.
Se si va sul sito della S.E.C, si trova la registrazione e il numero di registrazione di “ITALY REPUBLIC OF” – Company Registration Number 0000052782, trovando anche i documenti di quotazioni di borsa, cessioni di quote, ecc.
Il “Business Address” è: “Ministero dell’Economia e delle Finanze – Via XX Settembre, 97 – Roma”.
Quindi, l’Italia non è un territorio di appartenenza dei suoi abitanti: non e gestito da chi vi abita, ma una società privata. Questo spiega perché ogni grande opera, come il Tav o gli inceneritori, non è decisa dai cittadini ma da chi ha il controllo della “Società”. Le proteste dei cittadini sono trattate come problemi di ordine pubblico perché il territorio non viene considerato proprietà di chi vi abita. Anche la famigerata Equitalia, agenzia di riscossione delle imposte, è stata registrata in Delaware, ed era quotata in Borsa.
Qualcuno potrebbe sostenere che oggi l’Italia è parte dell’Unione europea, e quindi non può essere controllata dalla SEC. Si ignora che i gruppi di potere sono sempre d’accordo quando si tratta di dominare i popoli, e che l’Ue si occupa semplicemente di elevare il livello di sfruttamento coloniale, e che coloro che guadagnano da ciò sono sempre gli stessi gruppi finanziari, che dominano sia sull’Europa che in Usa e in molti altri paesi.
Questi sono fatti, e non opinioni. In un assetto del genere, la vera informazione non viene fornita dai mass media, che non rischiano di certo che la gente capisca qual è la verità.



© RIPRODUZIONE RISERVATA
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mercoledì 4 maggio 2016

OBIETTIVI E VALORI DELL’ASSOCIAZIONE ESPAVO



L'Associazione di Promozione Sociale e Culturale ESPAVO non-Profit nasce da ideali e valori che mirano a silenziare il prevalente antagonismo religioso, politico o ideologico, imperante in molti ambienti odierni, e causa di interminabili quanto sterili discorsi.
Essa accoglie ogni opinione e pensiero senza giudizio, e mira a liberarsi dei giudizi e dei pregiudizi che adombrano la mente umana, promuovendo un’unione che non è dovuta alla fede comune o ad un’assoluta vicinanza di idee, ma alla ricerca della verità, nella misura in cui è dato all’uomo conoscere ciò che dà significato alla sua esistenza e alla realtà in cui vive.

I soci dell’Associazione ESPAVO ritengono importante la giusta informazione e la libera ricerca, condotta con impegno, e frutto di riflessione, studio e intuizione. La verità è intesa come l’acqua cristallina che fluisce continuamente, e quindi non può produrre dogmi o essere imposta d’autorità.

Le pubblicazioni ESPAVO sono offerte al pubblico senza alcuna pretesa di verità completa o assoluta. Ogni persona dovrà accertarne la verità con la sua stessa esperienza e intuizione.
A nessuno dei soci ESPAVO interessa che le ricerche e le verità contenute nelle pubblicazioni dell’Associazione possano dare origine ad ideologie, né che qualcuno ne parli con eccessivo coinvolgimento mentale, in positivo o in negativo. Giacché esse presentano verità frutto di studi e ricerche, ma non intendono alimentare inutili quanto sterili discussioni puramente intellettuali, e non finalizzate al miglioramento di se stessi e del mondo in cui si vive.
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venerdì 29 gennaio 2016

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lunedì 13 aprile 2015

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lunedì 6 gennaio 2014

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ANTEPRIMA
NUOVA ENERGIA NUMERO 128



TUTTI INSIEME GESUITICAMENTE

Di Antonella Randazzo


Ogni persona, almeno una volta nella vita, si è trovata a discutere di politica. Nelle comuni conversazioni, c’è sempre chi dice “la politica è un territorio di corruzione”, oppure “i politici sono persone incapaci”. Anche se questi giudizi possono sembrare frutto di lucidità o di disincanto, in realtà la persona comune, quella che prende le distanze dalla politica o disprezza i politici, dimostra di aver compreso ben poco di ciò che oggi è la politica. Infatti, in un contesto non democratico in realtà la politica non esiste. La parola “politica” dal greco Polis, che significa città, indica l'attività di chi governa, anticamente, l'Arte di governare le società... (continua)



RIVOLUZIONE NELLA RETE

Di Antonella Randazzo


Avevano promesso di fare la rivoluzione, col comico Beppe Grillo che incitava, sostenendo che alla luce delle opportunità offerte dalla rete Internet sarebbe stato possibile cacciare i vecchi partiti e cambiare l’Italia. E invece, nella “rete” ci sono finiti tutti quelli che ci hanno creduto... (continua)





PREGIUDIZIO MASCHERATO


Una persona, su facebook, si vantava di aver pubblicato sul proprio account l’immagine di un disabile con la frase “Tu ridi di me perché sono diverso, io rido di voi perché siete tutti uguali”.
Apparentemente, si tratta di una frase a favore dei diritti dei disabili, ma in realtà nasconde un pregiudizio mascherato. Infatti, chi conosce bene la realtà dei disabili, sa che si tratta di persone come le altre, pur essendo state colpite da un problema che li limita in alcuni aspetti della loro esistenza. Tra i disabili ci sono, come tra i “normali”, persone con personalità non particolarmente originali, e anche persone creative. Non ci sono persone disabili tutte “diverse”, così come non ci sono persone “normali” tutte uguali... (continua)



RICONVERSIONE CONCETTUALE

La rivoluzione? È già avvenuta!

Parte Tredicesima
Artefici della propria esistenza



In conclusione, abbiamo qui trattato un argomento che di certo richiederebbe uno spazio ben più esteso per essere trattato in modo esauriente. Infatti, oggi parlare di “cambiamento” significa parlare di nuovi livelli di consapevolezza che sono oggi disponibili per tutti quegli esseri umani che sentono nel profondo della loro anima che sul nostro pianeta sta accadendo qualcosa di molto importante. Un processo che è già iniziato, e che proseguirà a prescindere dalla quantità di esseri umani che vorranno elevarsi a tal punto da comprenderlo e farlo proprio... (continua)


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